L’IMPORTANTE è L’EDUCAZIONE.

Tornando dal lavoro mi sono trovata davanti due bambine in piena lite.

 Una voleva portare a casa i giochi che di solito sono a casa dell’altra. Urlavano e li strattonavano.

Poi una delle due ha abbandonato la presa ed è salita nella mia macchina. Furente. 

Sì era mia figlia… vabbè succede…
L’altra se ne è andata via dopo aver lanciato i pupazzi in questione in macchina dal finestrino sfiorandomi la faccia e urlandole:
 “CATTIVA CON TE NON GIOCO PIU’!”

…. fin qui nessun grosso problema. SE NON IL FATTO CHE QUEST’ULTIMA ERA MIA MADRE!

DISGUIDI CON LE ALI….

E’ che quando scegli di fare un tatuaggio, pensi al significato, al soggetto, all’importanza che potrà avere per te, al posto dove farlo, all’energìa di chi te lo farà.. e cento altre cose…

 ma tra tutte non penseresti MAI e poi MAI CHE UN GIORNO TUA FIGLIA in mezzo alla gente ti dirà:

“MAMMA NDIAMO A CASA CHE TI DEVO LAVALE LA FALFALLINA”.

IL PRIMO GIORNO D’ASILO


E’ ANDATA COSì:
si è alzata alle sette urlando “vado al lasilo evivaaaaaa!”.
Le ho infilato il grembiulino col cuore a mille… si è messa lo zainetto.
Davanti all’asilo mi ha detto “mamma dove sono i bimbi?”.. dentro amore vieni.
Quando li ha visti si è illuminata.. abbiamo messo le sue cosine nell’armadietto con il polipo.
Ho bloccato a stento una lacrima.
Quando si è avvicinata la maestra le ho detto: “ Mi raccomando quando devi fare la pipì o altro, lo devi dire a questa signorina”..”va bene mamma anche i pitaloni?”..e ci siamo fatte conoscere subito.
E mentre io raggiungevo il tripudio di emozione e pensavo di attaccarmi alla sua gamba, lei ha preso per mano la maestra, ha detto un frettoloso “ciao mammina” “ciao papino”, ci ha dato le spalle non curante sparendo tra i nani e chi se ne fotte!…

SCUOLA MATERNA E IL CUORE CHE BATTE.


“mammina domani bado al lasilo?”… sì amore guarda, c’è il grembiulino, lo zainetto, l’asciugamano.. non ti manca niente.. i cuore si ferma per una frazione di secondi.
Mi torni in mente tu, un anno fa “A te non dovrà mai mancare niente” le avevi detto con tutta la tua sicurezza e tenerezza da nonno. Ci tenevi tanto a portarla.
Parlavamo sempre del suo primo giorno d’asilo.E guarda qui. D’un tratto manca tutto… anche il fiato.
Ma domani , lo so, ci sarai. Prendila per mano papà. Accompagnala tu.
E se puoi, accompagna anche me.

TRE ANNI.. SERENI.. MA ANCHE NO

09/09/09 ………………. 09/09/12

TRE ANNI.

E a volte ancora non ci credo.
Quegli occhi belli, quei capelli spelacchiati che finalmente si stanno degnando di crescere.

Quella somiglianza. Secondo la maggior parte a papà. Per pochi a me. Per altri sei tutta il nonno. Per  me a volte anche alla zia Chichi. Per altri ancora all’idraulico .. non si sa.
Tre anni PIENI. STRABORDANTI di cambiamenti. Le prime parole. I primi discorsi. I primi ragionamenti. Fino ad arrivare al momento in cui a volte le parole che dici sono pure troppe!

Ricordo come se fosse adesso il  primo momento in cui ho visto i tuoi occhietti. Due fessure a mandorla. Così a caldo ho pensato di dover smettere di mangiare giapponese.
Mi ricordo l’ospedale. Il dolore. La gioia immensa. La paura folle. Quella di non essere all’altezza che poi mi accompagna sempre in ogni ambito della vita.

Sapevo fin dall’inizio che non sarei mai stata proprio una di quelle mamme “standard”. E avevo paura , per questo, di non essere abbastanza . Sia come madre , sia come donna di casa. Perché io, in casa, non ci riesco a stare. Non ci sono mai riuscita. Non perché in casa non si stia bene. Ma dopo un po’.. io devo andare. E una brava mamma può andare ? Me lo chiedevo sempre .

Grazie a te non c’è più stata l’esigenza estrema di andare. Spesso è proprio una scelta spontanea rimanere.. ma soprattutto ho imparato che a casa è bello tornare .
E l’amore. Un amore pazzo. Mai provato a quell’intensità.

Le manine piccole. Piccolissime. E i piedini … no ecco.. i piedini no. Quelli li hai presi da me. Mi spiace. Spero avrai più fortuna con le tette. Se hai preso dalle zie sei a cavallo!

L’emozione di prenderti in braccio. Eri così leggera. E infinitamente piccolina . Pesavi due chili!

Oggi ne hai dieci in più.. e anche se sei magrolina e non mangi un cazz, cominci a pesare. O forse sono io che inizio a scricchiolare e non riesco quasi più a tenerti in braccio.

Ricordo le nottate in piedi, i biberon, le uscite con passeggino e bagagli. E la fatica. I passaggi davanti allo specchio convincendomi fosse un quadro di  Picasso per sentirmi meglio. Per fortuna è tutto passato! Echecazz.

Ma non sei passata tu. E ringrazio ogni giorno di averti vicina. Perché anche se sei una nana e non capisci ancora le difficoltà e i problemi , sei incredibilmente l’unica che mi aiuta a risolverli.

E cambi. Continui a cambiare. E ragioni! Più di me (sì lo so questo è facile).
Ricordo la domanda:
“MAMMINA HAI FATTO UN LUNGO BIAGGIO PER POLTALMI LA BAMBOLINA?”…
Questo mi hai detto quando sono tornata dal mio week end rigenerante con il senso di colpa per averti lasciata due giorni ….. e mi hai fatto ridere.. e mi hai fatto pensare. Io ti ho portato un regalo e tu hai utilizzato il regalo per dirmi la cosa giusta. Sei incredibile. 

Anche quando mi cade qualcosa E MI DICI SDRAMMATIZZANDO E RIDENDO “mammina hai fatto casinoooo!!”….

Ti adoro quando al mattino mi svegli con un bacio .. magari un po’ meno quando lo fai prima delle otto e mi dici “MAMMA AZZATI !”… “CI SIAMO SBEGLIATE EVVIVAAA!”.. no ascolta bella ti sarai svegliata tu forse!

E le lotte per metterti le mollettine sui capelli. Le urla e gli strilli. E poi te le metti da sola. E sembri una pazza. O le metti a me di nascosto. Come quella volta che sono arrivata al lavoro con Winnie Pooh in testa. Grazie.

E la tua malsana intraprendenza nel fare i salti dal divano “MAMMAAA QUADDA COME SATTO IN ATTOOO!”… e il cuore che mi si ferma ogni volta con l’immagine di te che fai parte integrante del pavimento. Di faccia.

E la mia educazione sul trattare bene i gatti che va a farsi fottere con un semplice “MAMMA HO FATTO BAGNETTO A CESALINOOOOOO”….. Cesalino dalla vasca ringrazia.

 Ti guardo spesso. Ti osservo. E tu quando te ne accorgi mi fai quello sguardo timido e adorabile.

 E sei diventata alta. E sembri ancora più grande quando non ti vedo da due giorni. A volte lo sembri già dalla mattina alla sera quando torno dal lavoro. Ci sono volte in cui cresci durante l’arco di una giornata. Una parola che dici, un ragionamento che fai, un’espressione nuova sul musetto.

E vorrei tanto che la vita per te fosse sempre bella. Anche se saranno proprio le cose brutte a formare il tuo carattere.

E vorrei tanto che tu sia sempre felice. BANALE. Ma non per una madre.

 Anche se so che la felicità non è sempre possibile. Ed è proprio quando non sei felice che impari di più.

E vorrei tanto, sbagliando, che tu non ti innamorassi. Vorrei solo che tu fossi amata e basta. Perché l’amore fa male. Ma ti innamorerai e ti vedrò piangere e avrò voglia di ucciderlo. Ma poi ti farà bene. Perché solo attraversando il dolore tu imparerai a vivere. E saprai che l’amore è anche soffrire. E se ami soffri. E più l’amore sarà forte e più potrai farti male. E bene allo stesso tempo.

Siamo destinati. Chi non prova sentimenti forti, non prova sofferenza, ma non sente nulla. E noi siamo gente che sente tutto. E tu sei già una di noi. Ho visto la tua espressione addolorata quando Simba piange il suo papà. E la tua espressione di gioia quando il principe sveglia Biancaneve. Cazzo. A svegliare il principe non ci pensa mai nessuno!

E dovrò io essere la prima a non farti male col mio cinismo. Dovrò smetterla di dirti che il principe azzurro non esiste. Perché tu DEVI sognare. Ne hai tutti i diritti. Mi verranno meglio i racconti su BABBO NATALE. Meglio di niente no?

E vorrei tanto che anche per te l’amicizia fosse importante … vorrei tanto che tu capissi presto che quella vera ti salverà sempre insieme alla tua famiglia. E che saranno pochi quelli veri. Ma se avrai la fortuna di incontrarli avrai uno dei beni più preziosi.
E avrei tanto voluto che tu non provassi il sapore amaro della perdita. Ma per assurdo nel tuo piccolo cuore l’hai già provata. E sei stata più brava di me.
Sei spesso più brava di me.  

Forse alla tua età, ero più brava anch’io.

Ma non riesco ancora a non piangere quando andiamo al cimitero e ti arrampichi per arrivare alla foto e dare un bacio al nonno. Non so se mai ci riuscirò .  Mi si riempiono gli occhi di lacrime ogni santissima maledetta volta.
Come ogni volta che mi chiedi di lui … e mi ricordi  dov’è … in cielo …. Con le stelle …. E lo fai in modo così leggero e naturale che ingoio il groppone in gola . La tua innocenza rende tutto più facile da sopportare.

E l’inserimento all’asilo … pensare che avresti avuto problemi a staccarti da me … e invece li ho avuti più io. Tu, spavalda col tuo grembiulino rosa e io fragile in equilibrio sui tacchi sperando che nessuno intuisse l’immenso sforzo che stavo facendo per vincere la mia voglia di piangere.
 
Chi l’avrebbe detto? 

A volte ancora mi giro , ti guardo e mi chiedo “ma l’ho fatta veramente io?”… e quando mi rendo conto che la risposta è sì , penso che alla fine sei  l’unica cosa nella mia vita che mi è riuscita veramente bene. 

BUON COMPLEANNO BISCOTTO DELLA MAMMA.
TI AMO TANTO.
LA TUA MAMMA SGANGHERATA.

INSEGNAMENTI MODERNI

“mammina che bel labolo di medda “
PREGOOOOO???? AMORE MA CHI TI HA DETTO QUESTA PAROLA BRUTTA?
“La nonna”. Umpf.
“Mamma scusa, non è che per caso ti è scappata la parola merda con la bambina? No sai magari non hai fatto apposta, però lei lo ripete bisogna stare attenti!”
“No no gliel’ho proprio detto. Quando fa lavori di merda glielo devo far capire. E poi MERDA che parolaccia vuoi che sia! Almeno MERDA concedimelo!”.
E poi dicono che gli squilibri dei figli non dipendono dai genitori. E dai genitori dei genitori. E non voglio sapere chi cazz c’era prima! Sarebbe meglio ignorare le radici. 
Forse MERDA non è poi così grave .
MonDIEU.

UNA VOLTA E NON SE NE PARLA PIU’.

“Sere adesso basta! Quante volte ti devo dire sempre le stesse cose? Ne basta una . Te l’ho già detto mi sembra. Te lo dico una volta e deve valere per tutte”
“d’accoddo mamma.. DAMMI IL TUO BACCIALETTO.”
“si dice per favore Sere .. te lo dimentichi sempre il per favore!”.
MAMMA TE LO HO GIA’ DETTO. UNA VOTTA.
 Non ne esco viva. Mai.